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Judgement, Simpan Judgement, Simpan

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Judgement
<Simpan>

Regista: Park Chan-wook

Sceneggiatore: Park Chan-wook

Fotografia: Pak Hyun-hul

Cast: Gi Ju-bong, Choi Hak-rak, Ko In-bae, Myeong Sun-mi

Park Chan-wook prende spunto da un tragico evento avvenuto in Corea del Nord per sferzare una ironica critica all'avidità del capitalismo dilagante. Nel 1995, a Seoul, un gigantesco centro commerciale, i magazzini Sampung, collassa su sé stesso rovinando addosso a migliaia di persone. La tragedia, colpevole una scossa tellurica e la negligenza umana, causa la morte di più di 500 persone ed innumerevoli feriti. Viene offerto un indennizzo di mezzo milione di dollari ai parenti delle vittime dell'evento sismico e questo scatena un impietoso sciacallaggio da parte di individui venali e senza scrupoli. Park ci proietta all'interno di un obitorio dove il corpo di una ragazza giace esanime in attesa di riconoscimento. Una coppia, presentatasi come genitori della vittima, non ha dubbi e ostenta disperazione per la perdita della giovane. Alla minima esitazione, però, un impiegato dell'obitorio rivendica il corpo della ragazza; da qui inizia una grottesca querelle su chi sia il vero "proprietario" del cadavere e quindi il legittimo beneficiario del mezzo milione. Tra colpi di scene e paradossali punizioni del destino, il finale porta ad una tragica quanto ironica conclusione. Incorniciato in un limpido bianco e nero, Park gira tutto in un ambiente ristretto e delimitato nella fredda asetticità della morgue, tra i dialoghi assurdi e spesso patetici dei personaggi, tra cui un giornalista ed un ispettore di polizia che si rintuzzano. A metà tra Hitchcock e Polanski, Judgement <Simpan> rivela tutta l'ironia di Park nei confronti di una umanità gretta, ignorante e avida, che non esita a piegarsi a bassi compromessi per denaro. Leggermente didascalico e moralista ma assolutamente riuscito dal punto di vista registico.

Gialuigi Perrone.