Sympathy for Mr Vengeance
<Boksuneun naui geot>
Regista: Park Chan-wook
Sceneggiatore: Lee Moo-young, Lee Jong-yong, Park Ridame, Park Chan-wook
Colonna sonora: Bae Hyun-jin
Fotografia: Kim Byung-il
Cast : Shin Ha-kyun, Song Kang-ho, Lee Dae-yeon, Gi Ju-bong, Oh Kwang-rok
L'Uomo Distrutto era il titolo di lavorazione di Mr Vengeance.
Nel primo capitolo della trilogia sulla vendetta (o meglio "contro" la vendetta, per chi non lo avesse capito) Park distrugge molti degli stilemi originali della sua filmografia. A dirla tutta, Sympathy for Mr Vengeance è, insieme ai corti, più personale ed autoriale dei film del regista, più che a livello contenutistico, per quanto riguarda quello stilistico. Venendo da un successo commerciale come Joint Security Area, Park si sentiva pronto ad una passo più autoriale ed anticonvenzionale. Per questo Boksuneun naui geot abbatte tutti i canoni della commercialità ricercando una estetica dichiaratamente dell'assurdo, del grottesco, del tragicomico. Il regista lavora continuamente per indirizzare lo spettatore verso la direzione sbagliata, traendolo in inganno con la messa in scena nuda e difficilmente comprensibile.
E' quindi volutamente arduo immedesimarsi nei protagonisti; immedesimarsi in Ryu, ragazzo sordomuto dai capelli verdi e la vita alienata che vive nel tentativo disperato di poter aiutare la sorella malata, bisognosa di un rene. Per farlo è costretto ad affidarsi imprudentemente, o ingenuamente, a dei trafficanti di organi che, inevitabilemente, lo trufferanno. Bisognoso di soldi, organizza goffamente, insieme alla compagna, il rapimento di una bambina, a cui presto entrambi si affezioneranno. L’accidentale morte della bimba fa precipitare ogni cosa. Si scatena una reazione che porta irrefrenabilmente i protagonisti a cercare un colpevole che non sia il destino, così nell' irreparabilità della tragedia l'unico scopo diventa la vendetta.
Nel primo tassello della sua riflessione sulla vengeance Park si concentra sulla sua ineluttabile irrazionabilità ; la vendetta è tanto consapevolmente assurda quanto urgente. In futuro si rifletterà sul vuoto che lascia il suo raggiungimento poi sulla redenzione da questo vuoto ma qui si riflette semplicemente (?!) sulla sua essenzialità. Non ci sono veri cattivi ma solo esseri umani colmi di rancore che vogliono sfogare. Tutto ciò che rimane non è che un mucchio di cadaveri e la grottesca immagine di un uomo che in punto di morte non trova altro di meglio da fare che cercare di leggere il messaggio che gli hanno conficcato nel petto.
Cinematograficamente Park lavora per sottrazione. Elimina l'indispensabile e cura dettagli infinitesimali ed, ancora una volta, astratti.
Sympathy for Mr Vengeance è un film silente, come lo è la vita del protagonista sordomuto. Vedendolo non ci si può aspettare che di lì a poco Park ci avrebbe abituato a complesse suite musicali, quando qui l'attenzione certosina del sonoro è dedicata al rumore sordo e vuoto.
In Sympathy for Mr Vengeance è diversa anche la concezione di violenza del regista, spesso è fuori campo nei film successivi, è qui esplosiva ed esplicita anche se antitetica alla sua funzione, vacua.
Boksuneun naui geot è un personalissimo tassello nella filmografia di Park Chan-wook, che svela tantissimi lati della sua opera altrimenti sconosciuti. Paradossalmente il film è più esplicativo, nel suo minimalismo, della sontuosità delle sue pellicole "maggiori".
Si potrebbe quasi dire, il Park più intimo.
Gianluigi Perrone.